quote
May 17 2011
Sia Repubblica che Corriere sono molto attenti alla cultura intesa come alta, colta, difficile e edificante. I grandi autori del primo Novecento funzionano sempre. La storia del Novecento, soprattutto nelle parti più dolenti, come Mussolini, Hitler, la Shoah, sono un evergreen. Poi, non potendo più scrivere niente di nuovo sui romanzi secolari, abbiamo la questione degli epistolari. Nel caso di epistolari tra scrittori, c’è da strizzare le mutande dalla gioia. epistolari degli stessi. Grande attenzione, in un giardino dei finti pompini, è dedicata alle mostre, ai convegni, ai simposi, e in misura indifferente, siano essi minuscoli per senso e partecipazione, oppure ciclopici.
Tra i due quotidiani, Repubblica è decisamente migliore. Il Corriere della Sera è fermo al secolo scorso, e soprattutto vede un mondo della cultura che non è fatto quasi mai di mercato culturale, si passioni della gente, ma di dibattito culturale, quello dei docenti e dei libri minuscoli su temi microscopici definiti «di grande interesse». Imperatore incontrastato di questa linea napoleonica “la cultura sono io” è ovviamente Paolo Mieli, che scrive chilometri di lettere su qualsiasi microscopica menata per addetti ai lavori, se lavori si possono definire.
Tra i due quotidiani, Repubblica è decisamente migliore. Il Corriere della Sera è fermo al secolo scorso, e soprattutto vede un mondo della cultura che non è fatto quasi mai di mercato culturale, si passioni della gente, ma di dibattito culturale, quello dei docenti e dei libri minuscoli su temi microscopici definiti «di grande interesse». Imperatore incontrastato di questa linea napoleonica “la cultura sono io” è ovviamente Paolo Mieli, che scrive chilometri di lettere su qualsiasi microscopica menata per addetti ai lavori, se lavori si possono definire.
Freddy Nietzsche » Operazione Kultura – conclusione (Best blog-rubrica of 2011)
